Almanacco del giorno
Buongiorno a tutti. Oggi

19 Agosto 2026 Mercoledì
20a Set. del T.O.
S.Giovanni Eudes - S.Sara

Liturgia della Messa   
Colore liturgico: verde

Liturgia delle Ore
20a SETTIMANA DEL T.O.
Mercoledì


ALLA SCUOLA DI GESU'

Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Commento

Nel brano di Ezechiele Dio stesso interviene e fa giustizia del suo popolo, maltrattato dagli stessi capi, coloro che non avrebbero dovuto pensare ai propri interessi, ma al bene delle persone. Non è un peccato di inadempienza a essere stigmatizzato, ma una mancanza di somiglianza con il Dio creatore, il quale non si accontenta mai soltanto di suscitare la vita, ma si preoccupa pure di accompagnarne la crescita fino a pienezza. Il Signore è il vero "pastore" che conduce le proprie "pecore" anche in valli oscure, ma Lui è al loro fianco e per questo nessuno deve temere. La generosità di Dio nell'elargire la sua misericordia e il suo perdono è come il padrone della parabola. Noi però ragionando da persone umane, non riusciamo ad entrare in questa logica relazionale che oltrepassa le regole sindacali dei lavoratori. Dio dona il suo bene senza riserve e senza giudizio, perché ama con tutto sé stesso.

SALMO

Il Signore è il mio pastore.

PROPOSITO

La domanda posta dal padrone della parabola, "tu sei invidioso perché io sono buono?", dovremmo rivolgerla a noi stessi: quanto nelle relazioni con gli altri, giudichiamo prima di amare?

Buona giornata.

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