Almanacco del giorno
Buongiorno a tutti. Oggi

04 Ottobre 2026 Domenica
27a Set. del T.O.
S.Francesco d'Assisi

Liturgia della Messa   (S)
Colore liturgico: verde

Liturgia delle Ore
27a SETTIMANA DEL T.O.
Domenica


ALLA SCUOLA DI GESU'

Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

Commento

Per comprendere la parabola è necessario ricordarsi il brano letto la scorsa domenica e che lo precede. I due figli che si comportano in modo differente dalla risposta data all'invito del padre. La vigna di oggi è il proseguimento, è quella vigna a cui il padrone teneva molto e desiderava che producesse ottimo vino ed invece ha prodotto solo "uva acerba", l'ingiustizia, la doppiezza di cuore, la falsità o l'indifferenza, il non voler accorgersi della solitudine di molte persone crea solo individualismo. È una vita sterile, "acerba", dove si pensa di trovare in sé la felicità, ma tutto questo è effimero. Il salmista grida: "Dio degli eserciti, ritorna!" Eppure siamo noi ad aver voltato le spalle, perche abbiamo pensato di essere autosufficienti, senza necessitare di Dio. E allora conclude il salmo: "Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo". Signore della forza, che vinci il nostro male, il nostro peccato, fa che ritorniamo a te, pietra angolare della nostra vita, Tu che dai un senso alla nostra esistenza. Abbiamo ancora modo di convertire il nostro modo di pensare, di vivere a lasciare che sia il Signore a guidarci verso la nostra redenzione. Non ci prenda perciò la tristezza ma fidandoci di Lui, mettiamo nelle sue mani la nostra pochezza e la nostra precarietà. Mettiamo in pratica il serio desiderio di cambiare e Dio farà si che la nostra vita germogli e produca frutto buono di carità, di giustizia. Non angustiamoci per nulla, ma facciamo presente a Dio le nostre richieste, i nostri propositi.

SALMO

Hai sradicato una vite dall’Egitto.

PROPOSITO

Le cose che oggi abbiamo imparato, ricevuto e ascoltato, mettiamole in pratica e il Dio della pace sarà con noi.

Buona giornata.

=== Altro Commento al Vangelo ===
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